“Che sia benedetta”, il brano che Fiorella Mannoia ha portato al Festival di Sanremo e che ha conquistato la seconda posizione dopo “Occidentali’s Karma” di Francesco Gabbani, è piaciuto un po’ a tutti quanti. Anzi, a dire il vero, veniva data come la canzone super favorita per il primo posto.

Amara presenta il nuovo disco e risponde alle accuse di plagioEppure c’è chi accusa quel brano di non essere poi così immacolato. A detta di alcuni osservatori la canzone della Mannoia, scritta per lei da Amara, vista sul palco dell’Ariston due anni fa nella categoria Giovani, sarebbe infatti frutto di un plagio. 

Amara però non ci sta e alle accuse risponde: «C’è sempre l’esigenza di trovare qualcosa che non va e mi dispiace perché è quasi un insulto a chi la musica la vive in maniera pulita. “Che sia benedetta” è un brano scritto di un momento intimo. Lo definiscono un plagio? Plagio significa otto battute uguali in melodia: le note sono sette ed è possibile che ci siano dei richiami. Io inviterei a non fare critica ma ad ascoltare ciò che vuole dire la canzone».

Nel frattempo Amara ha appena presentato il suo nuovo lavoro discografico composto da nove brani, tutti in un modo o nell’altro incentrati su temi profondi. Come “Pace”, che parla delle tante forme di guerra; o come “Grazie” che si focalizza sulla gratitudine che tutti dovremmo avere nei confronti della vita.

Antonio Osso